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Libertà Spezzate: vi svelo un segreto

Buongiorno a tutti e ben trovati! Oggi sono felice di presentarvi… il mio ultimo libro:

“Libertà Spezzate” (Ed. Il Ciliegio)

Ci sono storie che prendono corpo in poco tempo e soddisfano immediatamente l’autore per come nascono, tanto da bussare alle porte dell’editore con una certa convinzione. Vi svelo però un segreto: non è stato così per il mio “Libertà Spezzate”.

Scrivere questo libro è stato un po’ come quando si fanno i primi esperimenti in cucina: si prova con qualche ingrediente, si cuoce e poi si assaggia.

Ho fatto così quando mi sono soffermata sulla storia di un gruppo di amici, Michele, Federico e Gloria che si offrono di parlare di diritti ad una radio, Radio Teens. Questo è stato il primo ingrediente. A quel punto ho aggiunto una situazione di paura, dove emerge la grande forza dell’amicizia che lega i tre ragazzi.

Bene, il tutto avrebbe potuto dichiararsi concluso e sono passata alla cottura di questo nuovo piatto-storia. Ho assaggiato e… No, non sono stata soddisfatta!

Ho inserito così un nuovo personaggio: Arun, che viene da lontano. Lui è un ragazzo delizioso, appesantito da uno zaino carico di esperienze non semplici da vivere. Le sue giornate continuano ad essere difficili, direi insopportabili, grazie alla mancanza di protezione da parte della famiglia.

Arun mi ha fatto scattare nel cuore emozioni nuove e, da quel momento non mi sono più fermata. In quei momenti ho capito che avrei cotto un piatto di storie intrecciate e tutto ciò mi ha davvero convinto.

Invito i ragazzi a leggere “Libertà spezzate”. Molti sono i colpi di scena e le avventure che ci portano a riflettere sull’importanza della tutela dei minori.

Nel 2021 l’Italia festeggia i 30 anni di ratifica della Convenzione dei Diritti per l’Infanzia e questa lettura può offrire qualche spunto di discussione.

Un grazie particolare a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo libro, in particolare Anna Alberico, la mia editor.

Vi lascio qui il link per acquistarlo, poi magari scrivetemi un vostro pensiero.

A presto e…buona lettura!
Roberta

Avete presente… 

Avete presente una di quelle giornate in cui un simpatico frizzantino di soddisfazione gioca in ogni neurone della vostra testa per regalarvi un buonumore che si diffonde persino all’interno della vostra casa e vi accompagna anche quando camminate lungo la strada?

Ecco…oggi mi sta succedendo proprio questo, grazie a quello speciale e magico esserino, il Signor Sbagliosky. Tempo fa è stato lui che mi è comparso in sogno per raccontarmi le sue avventure. Cosa avrei potuto fare se non ricordarle tutte per poi raccontarle ai bambini?

Ho fatto proprio questo e così è nato un libro che in questi giorni sta volando in libreria: “Il Signor Sbagliosky” Ed. Mimebù. Le illustrazioni sono di Marilisa Cotroneo.

Penso che sia alquanto difficile definire il senso della scrittura e tentare di farlo sarebbe, secondo me, un po’ come limitarne la sua forza. Oggi, però, parlandovi della mia ultima pubblicazione, mi concentro sull’opportunità che questa storia mi ha fatto vivere.

E’ successo questo: è stato come entrare in una scatola di emozioni che hanno scelto di abitare nella mia fantasia ed ancora adesso ballano felicemente dentro di me.
Non male, vero?

Il libro racconta la storia di Arrigo, un bambino che si sente un grande imbranato. L’unico suo grande amico è il pallino del tuttoperfetto. Improvvisamente, nel silenzio di una notte, il bambino sente uno strano rumorino che lo tormenta. Mah…sarà entrato in casa uno scarafaggio, oppure qualcosa che gli stravolgerà la vita?

Invito tutti a leggere questa storia, sono sicura che riuscirà ad alleggerire le giornate dei vostri bambini e…anche le vostre!!

A presto e grazie del tempo che mi avete dedicato.

Roberta

A volte non capisco come mai…

A volte non capisco come mai esistano adulti che si rifiutano già a priori di leggere libri per l’infanzia.

Come se si trattassero di letture legate ad un tempo che non ha lasciato tracce vive e attive dentro di noi. Eppure un pezzo del bambino che siamo stati è ancora rannicchiato nella nostra pancia e magari anche nel cuore e, mantenerlo vivo, almeno qualche volta nella vita, può rappresentare un’occasione di viaggio piacevole.

E’ sempre gratificante per me constatare, e soprattutto nella produzione letteraria odierna, come qualsiasi tematica possa essere affrontata nei testi per l’infanzia.

Certo, lo scrittore deve tener conto dell’età del lettore e modulare il racconto con giusto criterio.

Altro punto a favore delle pubblicazioni per bambini, e non da meno rispetto al testo scritto, sono le illustrazioni, grandi espressioni artistiche in grado di trasformarsi in validi strumenti di crescita.

Rimango sempre affascinata dalle immagini che invitano alla lettura, dialogano con le parole senza soffocarle.

In merito a questo discorso, cosa dire di una distesa di erba dal color blu e quindi in contraddizione con ciò che è visibile in natura? Il bambino avrà modo di sognare, di aprirsi a orizzonti nuovi, di riflettere sulla scelta cromatica dell’artista e avvicinarsi al suo messaggio sottinteso.

E allora…perchè non può un adulto seguire le orme di un bambino e cimentarsi in una lettura nata per l’infanzia? Vi assicuro: fa bene.

Se avete altre idee in merito a questi miei pensieri, scrivetemi! Sarò contenta di leggere un vostro confronto.

Una buona giornata a tutti,

Roberta

“Ecco…sono quasi alla fine…”

Buongiorno a tutti e ben trovati in questo sabato sembrerebbe quasi primaverile, anche se in realtà è ancora Febbraio.

Ecco…sono quasi alla fine…” Sono le parole che pronuncio sempre quando un mio racconto sta prendendo la forma che avevo in mente.

Non dico che il lavoro sia concluso, certamente no, ma lo scritto è pronto per la prima stampa, per essere letto e riletto nuovamente. E così i fogli si colorano di innumerevoli modifiche che nel corso dei giorni mi devono soddisfare.

Questa volta il cantiere è durato più a lungo del solito, ma in quel tempo il progetto cresceva nella mia mente e mi accorgevo di scrivere con la testa, come se dentro di me viaggiasse un treno che portava con sé parole, scene di vita che s’intrecciavano in avventure cariche di emozioni.

Lo spazio alle revisioni sarà ampio, meticoloso e senza un tempo definito. I dubbi s’intrecceranno per moltiplicarsi. Loro agiscono in positivo. Lo fanno quando pensiamo, figurarsi quando ci apprestiamo a scrivere. E questa è un’altra meraviglia della scrittura.

Ma…le storie, da dove vengono? le cerchiamo noi o sono loro che cercano noi? Voi cosa ne pensate?

Una buona giornata a tutti e a presto!

Roberta

A proposito di…”Bugie d’estate” di Bernhard Schlink

Eccomi di nuovo con voi, dopo un periodo di assenza. Oggi voglio scrivere qualche mio pensiero nato dalla lettura di un libro: “Bugie d’estate” di B. Schlink.

In piena calma centellino questa strepitosa raccolta di sette storie scritte con uno stile essenziale ed impeccabile da un autore tedesco, grande maestro della narrativa contemporanea.

Sono racconti in cui i protagonisti si fanno trascinare da illusioni che prendono vita con il caldo estivo. Il lettore le guarda, sembrano aquiloni che giocano con le persone per poi volare lontano, fino a sparire e lasciare spazio alle verità della vita quotidiana.

Ricordo con nostalgia ed anche con marcato distacco i mesi estivi di quando ero bambina e poi ragazza. Rivedo ancora la grande voglia di libertà e di vivere sensazioni che magari erano rimaste mute durante i mesi freddi. E allora esplodeva tutto dentro di me, fino a credere in quello che stava succedendo durante le vacanze, come certezze da mantenere vive quando le aule si animavano e i libri pesavano sulle spalle.

Ecco…proprio come succede ai protagonisti dei racconti di Schlink.

Consiglio a tutti questo raffinato libro che può avere il potere di tenerci lontani dalla frenesia tipica delle giornate prenatalizie.

Un buon pomeriggio a tutti

Roberta

Una bella sorpresa

La scrittura è per me una passione che avverto così viva dentro di me da riuscire ad ascoltare i suoi richiami anche quando sento la testa vuota e non trovo un’idea giusta da dove partire.

E così il sogno nuovo arriva, prima è piccolo, poi si alimenta di pensieri, per poi trasformarsi in un progetto.

Da quel momento divento un treno che avvia la sua marcia per inoltrarsi in un viaggio che prende forma un pezzo alla volta.

Mi capita anche di tornare indietro, di sentirmi in difficoltà nelle scelte e magari di cambiare strada con pagine nuove. Scrivere è sempre un procedere curioso e piacevole.

Quando però ricevi la notizia che una giuria di un premio letterario ha deciso d’inserire una tua pubblicazione nell’elenco dei finalisti, beh…è un po’ come aggiungere forza al treno che sono diventata.

Sì, il mio libro per bambini “Il giorno del gioco senza nome” riceve il secondo riconoscimento. E così la cagnetta Vicky torna ad animarsi nel mondo della piccola Violetta.

Il giorno del gioco senza nome”  è una favola dedicata a tutti i genitori che vogliono toccare con dolcezza il tema del lutto, offrendo ai loro figli l’opportunità di farsi coinvolgere da un pizzico di magia.

                                                              Roberta Fasanotti

Un incontro “diverso”

Quanto è importante non condizionare i nostri figli in merito alle loro scelte sull’identità? 

Davvero molto e ieri ho avuto modo di rendere ancora più sentito questo mio pensiero. Sono stata alla Triennale di Milano che anche quest’anno ha proposto un ciclo d’incontri “Il tempo delle donne“. Il tema era una riflessione sul corpo. Ho ascoltato con piacere il dibattito: “Che genere di corpo“. Tra gli ospiti era presente Milovan Farronato, critico d’arte e curatore, che ha affrontato il tema del genere, inteso da lui come un’espressione personale. Farronato ha precisato di essere sempre vissuto in uno stato di crescita. Mi è piaciuto che si sia espresso contro le etichette che la società spesso ti vuole regalare a tutti i costi. Motivo per cui lui ha “scelto” quindi di definirsi non conforme ad un genere preciso. Il curatore è cresciuto in un ambiente familiare di grande libertà, esprimendo così pienamente quello che sentiva.

Siamo capaci di mettere da parte i nostri pregiudizi per favorire una crescita dei nostri figli secondo la loro volontà?

Il tema del genere e dell’identità è molto complesso e articolato, sicuramente non esauribile in poche righe, ma è certamente sempre costruttivo porsi delle domande.

Una buona giornata a tutti!

Roberta

Quanto è difficile…

Quanto è difficile riprendere in mano un vecchio manoscritto completamente dimenticato in un angolo di uno scaffale. Tentando di mettere ordine tra cartellette, ritagli di giornale, scadenze di concorsi, contatti di lavoro, ho ritrovato una storia scritta da me anni fa e mai inviata a nessun editore. Devo ammettere che non è male rileggersi dopo tanto tempo e capire che “così non va bene”. Con il giusto distacco che il tempo ti regala, l’autocritica diventa nitida e sicuramente produttiva per capire cosa va modificato. In effetti, per quanto riguarda le pagine che ho riletto, ci sarebbe molto da fare:

  • salvare qualcosa del testo, ma non troppo
  • trasformare il racconto in una metafora
  • modificare lo stile in alcuni tratti
  • mantenere vivi i dialoghi tra i due ragazzi
  • arrivare a scrivere una storia nuova che possa interessare i lettori, ma che sia per me una testimonianza di come il mio lavoro abbia preso forme diverse nel corso del tempo.

Già…impresa difficile che mi mette in guardia già sul nascere. Sarebbe sicuramente più facile aprire una pagina bianca di word e dare vita ad una storia nuova. Non so proprio cosa deciderò di fare.

Nel frattempo: un caro saluto a tutti da Milano,città calda, troppo calda per riuscire a maturare progetti da portare a termine