Archivi categoria: Pensieri… Parole…

Una bella sorpresa

La scrittura è per me una passione che avverto così viva dentro di me da riuscire ad ascoltare i suoi richiami anche quando sento la testa vuota e non trovo un’idea giusta da dove partire.

E così il sogno nuovo arriva, prima è piccolo, poi si alimenta di pensieri, per poi trasformarsi in un progetto.

Da quel momento divento un treno che avvia la sua marcia per inoltrarsi in un viaggio che prende forma un pezzo alla volta.

Mi capita anche di tornare indietro, di sentirmi in difficoltà nelle scelte e magari di cambiare strada con pagine nuove. Scrivere è sempre un procedere curioso e piacevole.

Quando però ricevi la notizia che una giuria di un premio letterario ha deciso d’inserire una tua pubblicazione nell’elenco dei finalisti, beh…è un po’ come aggiungere forza al treno che sono diventata.

Sì, il mio libro per bambini “Il giorno del gioco senza nome” riceve il secondo riconoscimento. E così la cagnetta Vicky torna ad animarsi nel mondo della piccola Violetta.

Il giorno del gioco senza nome”  è una favola dedicata a tutti i genitori che vogliono toccare con dolcezza il tema del lutto, offrendo ai loro figli l’opportunità di farsi coinvolgere da un pizzico di magia.

                                                              Roberta Fasanotti

Un incontro “diverso”

Quanto è importante non condizionare i nostri figli in merito alle loro scelte sull’identità? 

Davvero molto e ieri ho avuto modo di rendere ancora più sentito questo mio pensiero. Sono stata alla Triennale di Milano che anche quest’anno ha proposto un ciclo d’incontri “Il tempo delle donne“. Il tema era una riflessione sul corpo. Ho ascoltato con piacere il dibattito: “Che genere di corpo“. Tra gli ospiti era presente Milovan Farronato, critico d’arte e curatore, che ha affrontato il tema del genere, inteso da lui come un’espressione personale. Farronato ha precisato di essere sempre vissuto in uno stato di crescita. Mi è piaciuto che si sia espresso contro le etichette che la società spesso ti vuole regalare a tutti i costi. Motivo per cui lui ha “scelto” quindi di definirsi non conforme ad un genere preciso. Il curatore è cresciuto in un ambiente familiare di grande libertà, esprimendo così pienamente quello che sentiva.

Siamo capaci di mettere da parte i nostri pregiudizi per favorire una crescita dei nostri figli secondo la loro volontà?

Il tema del genere e dell’identità è molto complesso e articolato, sicuramente non esauribile in poche righe, ma è certamente sempre costruttivo porsi delle domande.

Una buona giornata a tutti!

Roberta

Quanto è difficile…

Quanto è difficile riprendere in mano un vecchio manoscritto completamente dimenticato in un angolo di uno scaffale. Tentando di mettere ordine tra cartellette, ritagli di giornale, scadenze di concorsi, contatti di lavoro, ho ritrovato una storia scritta da me anni fa e mai inviata a nessun editore. Devo ammettere che non è male rileggersi dopo tanto tempo e capire che “così non va bene”. Con il giusto distacco che il tempo ti regala, l’autocritica diventa nitida e sicuramente produttiva per capire cosa va modificato. In effetti, per quanto riguarda le pagine che ho riletto, ci sarebbe molto da fare:

  • salvare qualcosa del testo, ma non troppo
  • trasformare il racconto in una metafora
  • modificare lo stile in alcuni tratti
  • mantenere vivi i dialoghi tra i due ragazzi
  • arrivare a scrivere una storia nuova che possa interessare i lettori, ma che sia per me una testimonianza di come il mio lavoro abbia preso forme diverse nel corso del tempo.

Già…impresa difficile che mi mette in guardia già sul nascere. Sarebbe sicuramente più facile aprire una pagina bianca di word e dare vita ad una storia nuova. Non so proprio cosa deciderò di fare.

Nel frattempo: un caro saluto a tutti da Milano,città calda, troppo calda per riuscire a maturare progetti da portare a termine

Biblioteca di Mortara, 5 Giugno 2019

 

Sì, ho incontrato nuovamente un gruppo di persone a cui tengo in modo speciale! Valentina, Simone, Sergio, Ottavia, Stefano, Andrea, un’altra Valentina, accompagnati dall’educatore Simone e dal volontario Guido mi hanno accolto con un sorriso caldo ed invitante. In un angolino fresco della biblioteca ci siamo sistemati attorno ad un tavolo per un confronto relativo ad un un mio libro, “Beige, Rosso, Verde”. Sono magicamente uscite dal libro delle emozioni, le abbiamo immaginate vestite di vari colori, ricordando e raccontando a voce alta momenti di vita vissuta che hanno così concretizzato la gelosia, la rabbia, la paura, la libertà e la gioia. Sergio, detto Il Saggio,  si è espresso in modo diretto per comunicare i suoi stati d’animo, sapendo coinvolgere tutti i partecipanti.

Un grazie all’Anffas di Mortara (PV) e a Valentina Ferrara, responsabile della biblioteca, che mi hanno gentilmente invitato

Una buona giornata a tutti i lettori

 

 

Oggi, 14 Maggio, una giornata da segnare sul calendario…

Che dire di una scuola dove si conoscono bambini educatissimi ed insegnanti competenti che hanno saputo avviare i loro alunni di seconda elementare all’ascolto e alla riflessione personale? Non si può fare altro che lavorare in piena sintonia e tornare a casa felici. Questo è successo a me oggi nella scuola  primaria Rodari, di Milano2, Segrate, dove ho avuto il piacere di presentare il mio libro.

Un caro saluto a tutti

Jpeg

Oggi ho Incontrato tanti bambini…

9 Maggio 2019

Stamattina ho trascorso qualche ora con i bambini della scuola primaria Console Marcello. Tanti faccini vispi che hanno mostrato interesse, curiosità per due miei libri. Molte sono state le loro domande a cui ho risposto davvero volentieri. Il Signor Puzzapiedi è stato al centro della nostra chiacchierata e devo dire che sono stati capaci di arrivare al cuore della storia. Il secondo libro, Il giorno del gioco senza nome, ha scatenato la ricerca delle emozioni, delle nostalgie…

Un grazie a tutti i bimbi che mi hanno regalato tanti bellissimi disegni.

Jpeg

 

Qualche pensiero su un libro per ragazzi

Jpeg

“E tu lasci la tua impronta?” di Margherita Cappelletti. Ed. il Ciliegio

Una lettura delicata, adatta ai bambini ma apprezzabile anche dai grandi. In un magazzino dell’usato le scarpe conversano scambiando opinioni sulle loro esperienze. Una parola dopo l’altra per mettere in gioco le anime delle persone che le hanno indossate.

  • La scarpa tacco 12 si vanta in quanto scarpa da festa, ma viene presa in giro dalla ciabatta che precisa come il destino di tutte le scarpe raccolte nel deposito sia lo stesso: essere svendute
  • la scarpa da tennis n.35, così desiderata ed amata, finisce per essere trattata male prima da un bambino capriccioso e poi dal fratello alquanto nervoso
  • Uno stivaletto da pioggia ha trascorso la vita a comunicare allegria ai bambini liberi di giocare in piena libertà e correre nelle pozzanghere
  • Pantofole da nonni, deformate da piedi sofferenti, calzature vissute che trasmettono forza e serenità da chi ha percorso una vita carica di tanto significato
  • Ballerine di vernice rossa, le più amate di tutte le scarpe in svendita, indossate da una bambina speciale che ha saputo trasferire le sue grandi emozioni a delle scarpine che ora sono pronte a trasmettere la stessa ricchezza vissuta ad un’altra bambina che le indosserà

Questi ed altri personaggi del libro intrecciano le loro storie attraverso un linguaggio vivace, tanto da far calare il lettore nelle realtà raccontate.

 

E voi…quali impronte lasciate?

Una buona giornata

Acquisti al book pride

 

Sabato scorso ho fatto un giro al book pride di Milano e ho comprato questi libri per bambini. Sembra che il piacere della lettura appartenga ad un numero limitato di persone, ma…allora, come mai ho visto una marea di gente che affollava i corridoi degli spazi interni della fabbrica del vapore? Questo evento avrà stimolato un vero interesse per la lettura o è stato solo un modo come un altro per passare un po’ di tempo fuori casa? Spero tanto nella prima possibilità…

La lettura?

  • La lettura mette fuori dalla porta il proprio mondo
  • la lettura è un paio di occhiali per guardare il mondo
  • la lettura nutre e guida la scrittura

Per voi cosa rappresenta la lettura?    A presto

Ho incontrato uno scrittore

Sabato 23 Febbraio ho avuto il piacere di partecipare, presso la Sala Polifunzionale del Centro Giuseppe Verdi di Segrate, alla presentazione del libro “Le rughe del sorriso”, di Carmine Abate.

La parola che emerge dall’incontro è MIGRAZIONI

  • Non si può affrontare il tema delle migrazioni attraverso una sola voce, occorre un romanzo corale”
  • “Quando si parla di migranti, si fa spesso riferimento ai numeri, a cifre tonde, nascondendo il fatto che dietro ai numeri ci sono persone”
  • “Emigrare è un diritto, non dovrebbe essere un obbligo”
  • “Le rughe del sorriso: un titolo che vuole indicarci come il difficile (le rughe) possa trovare un’armonia nel sorriso della protagonista”
  • “Quando scrivo, parto sempre da un’immagine per arrivare alla narrazione. Questa volta è la scena che si è dipinta davanti a me ad avermi dato l’inizio del libro. Un po’ come se le persone, attrici della scena, mi avessero cercato” (Carmine Abate)

Non vi sembrano parole importanti?

Buona giornata a tutti